![]() Milano 29 novembre 2005.
“Lo stadio non puo’ diventare un campo di battaglia dove le famiglie devono sentirsi in pericolo e i valori positivi dello sport non devono essere sporcati dal razzismo e l’ignoranza di pochi” – con queste parole Don Mazzi, il creatore della Fondazione Exodus, da sempre vicino ai giovani e alle famiglie, si scaglia contro l’episodio di razzismo e intolleranza che si e’ verificato a Messina e che ha visto come “protagonista” la tifoseria dell’Inter, contro il difensore del Messina, l’ivoriano Zoro. Lo sfogo del prete coraggio avviene oggi, in occasione del primo allenamento dell’Internazionale Modelle Calcio per la Solidarieta’, che si tiene nella struttura milanese della Fondazione Exodus, e nel corso della realizzazione di una campagna provocatoria, contro il razzismo ideata da Meta Comunicazione. “Non solo sostengo questa iniziativa – continua Don Mazzi – ma oggi stesso chiedero’ ai presidenti di due delle squadre simbolo del campionato di calcio, Milan e Inter, di far scendere in campo, nell’intervallo del derby della Madonnina che si terra’ l’11 dicembre, le ragazze dell’Internazionale Modelle Calcio. Il messaggio di cui si stanno facendo portatrici deve essere supportato, come vanno messe in pratica tutte le iniziative che educhino alla tolleranza e che combattano chi vuole trasformare uno sport bello e ricco di valori in un esempio negativo. Gli stadi devono tornare ad essere dei luoghi di aggregazione, dove le differenze spariscono, non campi di battaglia dove nessuna famiglia puo’ sentirsi al sicuro”. “Nessuno puo’ rimanere indifferente di fronte ad episodi come quello che si e’ verificato la scorsa domenica a Messina contro Zoro – dice Celeste Maione, presidente e capitano della squadra –, dal campo di calcio al quotidiano l’intolleranza, il razzismo e la violenza vanno fermate. Bisogna educare al rispetto reciproco. Ecco perche’ noi dellInternazionale Modelle Calcio, che proveniamo da paesi e culture diverse, ci siamo sentite in dovere di fare qualcosa. Naturalmente quello che noi possiamo fare e’ offrire gratuitamente la nostra immagine, nella speranza che i protagonisti del calcio, dalla FIGC alla Lega, per arrivare alla AIC, alle Istituzioni, per arrivare alle aziende, decidano di sostenere l’iniziativa, pianificandola in una vera campagna di sensibilizzazione”. |
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